PREMESSA
La relazione, come previsto dallart. 6, lett. a) della l.r. 10 aprile 1995, n. 28, è stata concepita come documento di sintesi dellanalisi preliminare compiuta per la redazione del PUT, secondo lo schema di lavoro :
Lo studio degli elementi per le valutazioni necessarie alla redazione degli atti preliminari del PUT, prendono avvio alla fine della precedente legislatura.
Il sistema di sviluppo sostenibile per la nostra regione con i suoi contenuti economici, culturali e sociali espressi nel "Patto per lUmbria" e le conseguenti dichiarazioni programmatiche approvate dal Consiglio Regionale, sulle quali si è costituito il Governo della Regione, determinano i nuovi riferimenti sui quali il PUT ha trovato lindirizzo per la sua redazione.
Con D.Giunta Regionale 18 gennaio 1996, n. 136 è stato approvato il documento Preliminare del PUT, ai sensi dellart. 7 c. 2 della l.r. 10 aprile 1995, n. 28. Tale documento è stato consegnato alle Province di Perugia e Terni in data 13 maggio 1996 al fine di consentire la raccolta e la trasmissione delle osservazioni alla Giunta Regionale, ai sensi del c. 3 del medesimo art. 7.
La Assise Istituzionale, formata da rappresentanti degli Enti locali e delle Professioni, nelle riunioni del 5-12.1995, del 26.2.1996 e del 14.6.1996 ha esaminato il suddetto "Preliminare".
Successivamente con D.Giunta Regionale 11 giugno 1996, n. 4012 è stato costituito un Comitato Tecnico-Scientifico così composto: Prof. Francesco Karrer, Prof. Giuseppe Roma, Prof. Bruno Gabrielli, Arch. Roberto Biscardini, Arch. Enzo Coccia e Ing. Renato Masini. Contemporaneamente nella stessa delibera è stato costituito un Comitato Redazionale interno coordinato dallArch. Beranzoli. E stata altresì richiesta la collaborazione dellIstituto Regionale Ricerche Economico Sociali (I.R.R.E.S.).
Successivamente, con ulteriori atti deliberativi n. 5830 del 6.8.1996, n. 6995 dell8.10.1996 e n. 6998 del 29.10.1997 tale Comitato è stato integrato con altri dipendenti regionali.
La Giunta Regionale ha ritenuto di promuovere alcune Conferenze tematiche quale migliore sistema di approfondimento delle problematiche del Piano Urbanistico Territoriale. Le Conferenze sono state cinque, e si sono svolte: nelle città di Avigliano, il 7.6.96 sul tema "Finanza e Territorio", Gubbio, il 10.6.96 sul tema "Città storiche: strategie urbane per la valorizzazione", Assisi, l8.7.96 sul tema "La telematica nella diffusione dellimmagine delle città darte", Torgiano, il 19.7.96 sul tema "Viabilità e Infrastrutture del territorio", Terni, il 16.9.96 sul tema "Strategie per la riconversione delle aree industriali dismesse".
La particolare esigenza di costruire uno strumento di programmazione del territorio aperto alle Regioni limitrofe ha suggerito alla Giunta Regionale di indire con D.Giunta Regionale 6 agosto 1996, n. 5797 una Conferenza interregionale con Lazio, Toscana, Marche ed Emilia Romagna sul tema: "Una politica del territorio per le Regioni del Centro Italia", che si è svolta a Perugia presso la Sala Brugnoli nel settembre 1996. Con tale Conferenza si sono poste le premesse in termini specifici e disciplinari, degli accordi successivamente intervenuti tra i rispettivi Governi regionali che sono stati ufficializzati nella Conferenza svoltasi ad Orvieto il 27.5.1997.
Con D.Giunta Regionale 11 febbraio 1997, n. 552 si è preso atto delle osservazioni delle Province, dei Comuni, nonchè dello stato di attuazione del PUT 83, degli atti delle Conferenze tematiche anzidette e delle relazioni elaborate dai membri del Comitato Tecnico Scientifico, convocando inoltre la Conferenza, prevista dal c. 4 dellart. 7 della l.r. 10 aprile 1995, n. 28, tenutasi ad Assisi, l11 aprile 1997, con la quale si è conclusa la prima fase di partecipazione sullelaborato preliminare del PUT.
Con D.Giunta Regionale 5 marzo 1997, n. 1203 sono stati indicati i referenti tecnici delle varie Aree Operative della Giunta Regionale al fine di fornire una fattiva collaborazione per la redazione del PUT. Successivamente con D.Giunta Regionale 10 giugno 1997, n. 3763 il Prof. Karrer, membro del Comitato Tecnico Scientifico, è stato incaricato del coordinamento scientifico delle fasi esecutive necessarie alla stesura del Piano medesimo.
Al fine di centrare lobiettivo della tutela dellambiente partendo dal settore primario dellagricoltura che in Umbria svolge un importante ruolo nellambito delleconomia regionale con i suoi 1.100 miliardi di produzione lorda vendibile, è stata definita con D.Giunta Regionale 5 agosto 1997, n. 5273 unintesa generale tra la Regione e le Organizzazioni dei produttori agricoli in merito ai contenuti e alle finalità della pianificazione territoriale ed urbanistica quale contributo, per la valorizzazione dellimmagine globale dellUmbria, positiva e inconfondibile, di cui elementi distintivi e specifici sono la qualità e lattitudine al consumo alimentare dei prodotti dellagricoltura umbra e della zootecnia ad essa collegata.
Con D.Giunta Regionale n. 7096 del 5 novembre 1997 si è preso atto dei risultati della Conferenza di Assisi, i cui atti sono stati assunti quali elementi del procedimento.
I risultati degli studi e ricerche svolte dal gruppo di lavoro interassessorile ad hoc costituito dalla Regione, in ispecie per quanto riguarda:
sono i materiali documentativi e di proposta sui quali è stata operata la sintesi.
Il documento di piano è il più possibile essenziale, caratteristica non solo formale della pianificazione strategico-operativa alla quale ci si è ispirati nellimpostazione del PUT.
Alcuni documenti ufficiali hanno assunto un valore di riferimento maggiore, di più forte connotato per lelaborazione delle proposte di piano, in quanto rappresentano delle conclamazioni istituzionali delle modalità concrete per la tutela dellambiente naturale e per lo sviluppo del territorio.
Essi sono:
- "Europa 2000+" documento base per lo sviluppo delle politiche del territorio Europeo, adottato dalla Commissione Europea nellOttobre 1994, e pubblicato nel Gennaio 1995;
- "S.S.S.E." (Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo) documento di sintesi delle prime applicazioni concordate delle proposte di Europa 2000+, approvato nellincontro tenutosi a Nordwijk il 9 giugno 1997 dai Ministri degli Stati Membri responsabili della Pianificazione del Territorio e finalizzato a rendere concreto un approccio territoriale alla dimensione Europea;
- Agenda 21, a cui ha aderito la Giunta Regionale con atto n. 4267 del 30.6.1997, che costituisce il "programma di azione" della comunità internazionale (ONU, Stati, Governi, NGO, settori privati) in materia di ambiente e sviluppo per il XXI secolo;
- "Carta di Aalborg" approvata dai partecipanti alla Conferenza Europea sulle città sostenibili tenutasi ad Aalborg (Danimarca) il 27 maggio 1994, come documento di indirizzi, desunti dal "Libro Verde sullAmbiente Urbano", quali principi per la realizzazione di una maggiore qualità dellambiente nelle città Europee, attraverso: lo sviluppo dei sistemi di mobilità non inquinanti e di piste ciclopedonali; la diminuzione delluso del mezzo privato; una maggiore vivibilità della città da parte dei cittadini-abitanti; un miglior livello dei servizi; minore inquinamento da rumore, dellaria e luminoso oltre a una migliore qualità degli spazi verdi pubblici da mettere in comunicazione;
- Agenda 2000. Presentata nel luglio 1997 dalla Commissione Europea in risposta ai quesiti ed alle problematiche formulate a Madrid nel 1995 dal Consiglio Europeo -, lAgenda 2000 rappresenta il documento quadro più aggiornato per individuare le linee di sviluppo dellEuropa comunitaria, verso una società coesa e solidale, le cui caratteristiche dominanti sono individuate nella qualità della vita, in quella dellambiente e nella piena occupazione.
In particolare, la riforma dei fondi strutturali decisa nelle sue grandi linee nel Trattato di Amsterdam del giugno 1997, che troverà applicazione nel periodo 2000-2006, impongono allUmbria ed altri territori con analoghe caratteristiche di biotipia regionale, la cura attenta del proprio territorio, dei suoi alti valori ambientali come base di riserva per utilizzare lobiettivo 3, rivolto verso lo sviluppo delle risorse umane in termini di istruzione finalizzata, la formazione ed il perfezionamento permanenti.